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Creazioni Artigianali Or
L'alba di un nuovo tempo 
Mi sono fermata, ho raccolto i pensieri, ho caricato le energie china sulla macchina, e alla fine ho concluso che sto per vivere il miglior tempo della mia esistenza.

Famiglia curata, al primo posto nella mia vita perchè e' una parte di me, creata e curata da me, in ogni istante degli ultimi 42 anni ma che se la cava benissimo senza di me ora, tutti adulti, tutti volano nel loro cielo e disegnano il loro cammino, ci sono ma non e' più una mia responsabilità, posso consigliare, aiutare quando serve ma camminano nel loro tempo, come dice il poeta a me non è concesso entrare.

Mi sono creata una vita degna di questo nome, senza risparmiarmi donando me agli altri e di ritorno non sempre ho avuto quello che speravo in tutto quello che ho fatto, ma certo e' che voglio ancora raccontarmi una storia.

Giovane e innamorata ho eseguito al meglio di me dei compiti, ho tentato di costruire con amore quello in cui credevo, non e' andata come speravo la parte finale ma io sono ancora qui con me e voglio raccontarmi ancora storie.


Si comprende ad un certo punto che tu sei la regista, il produttore e pure l'attore principale che spesso fa anche la comparsa, ma il film e' il tuo.

A me il mio film piace tanto, non ha ancora un finale, non e' tempo e' anzi credo che la parte interessante con pochi colpi di scena ma grandi emozioni, inizi solo ora, inizio a scrivere il nuovo copione e una cosa non esclude l'altra se non perdo di vista che il film della mia vita posso girarlo solo io.

Andiamo ad iniziare che una cosa non e' mia, quella mi e' imposta dalla produzione esterna, il tempo della durata del film, e siccome nessuno sa quanto tempo ha disposizione e quando si gira l'ultimo ciak, io vado, sono pronta a vivere con me, per me, di riflesso per tutti ma con una consapevolezza data dalle esperienze che prima non avevo, sarebbe sciocco sprecare il capitale esperenziale piangendo sul latte versato, su quello che poteva essere e non e', la vita e' una ed qui ed ora....si parte per un tempo saggio e cosciente del dono di esistere.



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Cambio di stagione 
in teoria era il fine settimana dedicato al cambio di stagione negli armadi, ma tipo raptus tu lo vedi il telaio vuoto da qualche mese, gli abiti possono attendere tanto non sai mai che tempo farà domani.

Sintomo del mio nuovo tempo, non più a servizio di svariate persone, anche se ancora non sono totalmente libera di poter fare quello che voglio quando voglio.

Tu sai di avere un gran dono che hai sempre condiviso con tutti, che ne hai fatto nel tempo perdita di denaro ma gioia per te e per gli altri.


Prima di spiegare come fare, donavo tanti dei miei lavori per dar loro la vita, indossati da chi secondo me sapeva valorizzarli, che dire niente di apprezzato ne' donando modelli nè sapere perchè il dono difficilmente e' apprezzato, sembra quasi dovuto eppure io ne ho ricavato la forza per godermi la mia faticosa e a volte dolorosa vita.

Si ho tante paure, si mi lascio prendere dal terrore dell'ammalarmi e dover chiudere tutto si e' vero sono piena di paure incoscie e qualcuna molto da cosciente, ma alla fine quando scatta la voglia di dare vita ad un filo, beh tutto il resto scompare.

Ho tanti doni, sto imparando a gestirli per rendere le mie giornate onarate del fatto che se mi e' concesso un altro giorno non posso sprecarlo.

Una volta ero in preda alla paura di fare troppo poco, mi sentivo mantenuta da mio marito lavorando in casa e con un tremendo senso di colpa mi toglievo tutto anche l'aria che respiravo mi faceva sentire in colpa e lavoravo 12 ore al giorno agli ordini dei miei sensi di dovere, e non ne ho mancato uno.

I figli sono diventati uomi e donne e delicatamente o meno mi hanno fatto capire che era tempo che mi mettessi da parte che sapevano volare, le ali glielo avevo date io e mi sono adeguata.

Sognavo di rimanere di nuovo sola con mio marito, avrei creato per lui giorni senza noia e pieni d'amore ma la vita ha deciso che lui aveva finito il suo compito terreno e sono rimasta sola.

Niente paura che io non so cosa sia la solitudine e la noia perche' una cosa e' rimasta l'imperante dominio della mia creatività.

Se le tue mani non riescono a stare dietro alla curiosità di fare e sperimentare , mostrare, condividere ma come fai a sentire la solitudine.

Sono profondamente grata alla noia da bambina che mi ha permesso di essere costretta ad imparare a fare l'uncinetto e da lì si sono evolute le mie passioni.

Non mi interessa più regalare quello che creo, non e' apprezzato me lo godo io, non e' più al primo posto il desiderio di mostrare agli altri come saper fare porti gioia nella tua vita perche' mi hanno dato in cambio male parole e spesso sputi gratuiti , ora al primo posto c'e' donarmi gioia dai miei doni, tutto il resto viene dopo se mi va.

Io non ho potuto mai decidere molto, figlia ubbidiente, moglie ubbidiente, madre ubbidiente e alla fine scusate se poco ho talmente ubbidito agli umani che ubbidire ad un filo di cotone o di lana che mi regala ore di fatica mereavigliose mi sembra splendido .

Montato l'ordito, continuo a tessere i miei giorni con amore, ma per amore della vita non più di chi pensa che io sia al suo servizio in tutti i campi.





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Rinascita 
Dice che chi supera grandi dolori, ha fatto quasi un viaggio mistico alla scoperta di se stesso, credo che sia vero.

Certo è che ad un certo punto ti chiedi cosa te l'abbia fatto superare, ed io l'ho capito.

Un lunghissimo viaggio di dolore durato 7 anni e provenivo da altri decenni non facili, ho partorito 4 volte, ho cresciuto e sto ancora finendo di crescere 4 persone, le ho accompaghate ogni attimo del mio vivere quotidiano tirandomi indietro per far splendere tutti, poi tutto e' cambiato, la favola come la chiamavo io, non avuto il finale che aspettavo.

Ho lottato quando ho capito che stavano e volevano prendersi la mia vita, ognuno gridava per decidere di me ma io ho deciso da sola cosa volevo.

Ho scritto tante volte in questo blog che non sapevo cosa volessi, ma sapevo bene che cosa non volessi mi fosse fatto.

Eccomi qua a fine viaggio, ora so cosa voglio, semplicemente farmi felice.

Mi prendono in giro, dice che mi sono rinchiusa nel castello (una semplice casa) ma che io vivo come fosse un castello con ponte levatoio e coccodrilli nel fossato e sono io a decidere quando, come e per chi abbassarlo.

Le hai dentro le cose che vuoi e che ti rendono la vita bella, solo che per scoprirlo io ho dovuto perdere la prima vita, non è stato semplice, doloroso, spiazzante, l'anima fatta a pezzi, ma l'orgoglio di esiste più forte di tutto se comprendi che quello che conta è il tuo spirito e il resto ti gira intorno e sono le tue prove da superare.

Sono rinata, vedo tutto con occhi diversi, ho scelto la mia passione al primo posto delle mie giornate, non ho altri obblighi verso nessuno se non quello di vivere serena perche' è l'unico modo secondo me di rendere bella la vita a tutti.

Ho preso in mano quello che so fare e costruisco ancora ma non più per sentirmi dire brava, l'unico brava che mi serve e' il mio.

Non dipendo più dalla prigione del mostrare quanto valgo a nessuno, ho superato i blocchi messi dagli altri ...semplicemente esisto.

Non posso cambiare il finale delle storie degli altri, ma posso impedire che le loro paranoie diventino un peso nella mia vita , perchè il mio finale lo scrivo solo io ed andiamo avanti!




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La passione del fare 
Si vive di passioni, qualunque sia, la mia e' vedere un filo e pensare come dargli vita.

Il carrello della Empisal Lc2 sulla 360, costa uno sproposito, ma fa il suo lavoro non c'e' che dire ma ha le sue regole.

Ho paraffinato con pazienza un mohair finissimo. e' servita la tensione massima del carrello anche se il pelo e' molto corto ma alla fine e' nata la sciarpina copri spalle, sono i miei tentativi per conoscere a fondo il carrello che il traforato vuole i suoi filati.

Mi dibatto fra sciarpe, sciarpine per prendere una nuova strada nel web, cerco di capire cosa mi fa piacere e cosa mi dà fastidio, per il momento mi infastidisce spiegare perche' ho capito che domina il vedere non tanto la voglia di provare a fare è come se fare fosse un verbo contorto che non serve più, per me e' ancora vita vissuta, stare in contatto con la mia creatività mi aiuta a tenere a bada i mostri reali di un mondo contorto, confuso, ad ogni brutta notizia, e ce ne sono troppe, creo qualcosa che mi doni gioia prima a me poi di riflesso spero agli altri.

Tante sciarpe, ne farò un video quando sarò pronta, così tanto per mettere fine ai miei dubbi ovvero se la maglieria ha ancora un senso spiegarla o semplicemente e' meglio mostrare e basta.

Certo e' che continuo a donarmi gioia che il mondo vuol farmi credere che la vita sia un inferno, la vita e' la grande opportunità e' come la pasta modellabile a seconda di quello che crei quello ottieni, io voglio almeno illudermi di creare con passione quello che per qualche ora al giorno mi fa sentire libera e serena e non e' poco il resto lo scopro strada facendo.





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Che vuoi fare? 
Le peggiori domande sono quelle che richiedono una scelta, bene attiviamoci per la risposta che non conosco nemmeno io, la scopro strada facendo, se non mi incammino non lo saprò mai.

Che vuoi fare?

Mi incammino e poi vediamo!




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