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Creazioni Artigianali Or - Che caldo
Che caldo 
la responsabilità di se stesse, il reddito totalmente cambiato, il fatto che tutti pensino che siccome sei "anziana" non hai più bisogno di niente, ma tutto e' come prima a livello di spese e tu di sera prima di dormire ti chiedi come diavolo fare, io sono un'esperta del togliermi ma stavolta ho deciso di giocare d'attacco, se il reddito e' basso e' il caso di alzarlo, di organizzare, ragionare,ma fa caldo come sempre il caldo non concilia i pensieri produttivi, diamoci da fare sono anch'io nella bolgia umana della sopravvivenza, scenario non facile, ma possibile, quindi invece di essere qui a preoccuparmi del futuro devo darmi da fare, mi volevo dimostrare se sono in gamba?
Bene e' tempo andiamo c'e' aria bollente gia' in arrivo devo darmi da fare sul serio inizia la mia lotta per il resto della mia vita, mettiamo da parte il dolore, lo mettiamo in un angolo del cuore e tiriamo fuori il coraggio e iniziamo la lotta, e questo insegni alle donne che lavorano fuori casa a non lamentarsi mai, poter contare su se stesse e' la forma piu' alta di indipendenza, poi alle cose ci si arriva un po' alla volta, ma nessuno riconosce una vita di annientamento casalingo e va bene animo e diamoci da fare!

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I piaceri della vita 
credo che siano quelli sottili, ripetuti nel tempo, un'abitudine che ci accompagna nel tempo, il caffe' nero bollente della mattina, scrivere sul blog i propri pensieri, alzarsi senza correre, insomma piccoli gesti che non si considerano finche' non si perdono, ma quando si perdono se ne possono creare altri, credo che da qualche tempo io abbia una strana sensazione come un velato senso di colpa ad alzarmi e fare come mi pare, per decenni sempre sull'attenti come un soldatino, le mie giornate tirate al limite delle forze, fino a crollare, non e' raccontabile a chi non lo vive come possa essere la vita di servizio di una donna con 4 figli , un marito , e genitori anziani del marito a carico, ora mi alzo senza più correre, con calma, anche se fa caldo e qualche anno fa ero in piedi dalle 5 per arrivare a fare tutto prima che il caldo mangiasse i miei pensieri, oggi non mi importa dove arrivo arrivo il resto puo' attendere, beh nella disgrazia almeno la libertà di essere, non sono fuori certo dai guai, ma li affronto meno di corsa,il mio fisico sta recuperando le forze lo so, lo sento, e ben vengano i piccoli piaceri, sfatiamo anche il fatto che si debba vivere per servire e morire di fatica, nuovi tempi, nuovi modi di essere, devo togliermi la sensazione che si possa non pensare a se stessi, tanto nessuno ricorda quello che hai fatto vieni giudicata solo nel presente, fantastico ma tu ricordi e alla luce di questo devi vivere, anni e anni al servizio dei suoceri sentirmi negare ogni aiuto, e ora all'improvviso accusarmi che ero io che non avvertivo che c'era bisogno di aiuto, e' stato troppo anche per uno spirito altruista, quindi mi giudico con il mio cuore e mi spiace e' puro e senza macchia di cattiveria e mi godo il mio caffe' scrivo sul mio blog, ho salutato Dio ho chiesto protezione per tutti e senza nessun dubbio proseguo il mio cammino, ma 5 minuti di pace sono proprio un bel toccasana!

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Bene si parte 
tutti parlano di vacanza io penso a costruire e ad iniziare, superata una settimana infernale, e' tempo di pensare veramente di essere nel mondo del fare e costruire o affonderò, una costruzione parte spesso da una distruzione, si salvano alcune cose ma dobbiamo lasciar andare altre.
C'e' una spina nel fianco che non posso gestire e allora l'ho affidata a Dio, alla fine ti accorgi che ci sono persone che vivono per farti male, oppure sono così di natura che nemmeno se ne rendono conto, lasciamo perdere e' inutile stare a mangiarsi il fegato, pero' ora so che esistono persone senz'anima nel vero senso della parola, aprono bocca fanno uscire l'aria ma non e' accompagnata da niente, solo boria, presunzione e sopratutto vorrebbero finalmente mettersi in mostra presentare il proprio potere che non c'e', che meraviglia capire che in 40 anni non ti sei mai sbagliata, bene e' tempo di andare verso se stessi, ieri la signorina che per l'editore ha letto la mia guida per la pubblicazione mi ha detto che anche senza la macchina ha capito quello che avevo scritto, bel complimento in un inferno di vita dove tutti sono e sanno e te lo sbattono in faccia ogni 5 minuti e a te proprio non sembra che sia così, ieri quella telefonata insieme ai ringraziamenti di chi l'ha ricevuta mi hanno fatto capire di esistere, come persona nel mare dei miei doveri, qualcosa nato da me e non e' poco come spinta di partenza, vado e' tempo di iniziare non la ricostruzione quella non avrebbe senso, ma la costruzione del mio nuovo mondo secondo me!

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Il bagaglio iniziale 
Io credo che in ognuno di noi ci siano inseriti nell'animo o nel DNA o non so in quale forma delle regole di base con cui si nasce e che sono le determinanti del carattere che se viviamo secondo queste regole rispettandole si vive bene si affronta tutto e si sopporta tutto ma se non lo fai vai, nel fosso delle sofferenze.
Sorvoliamo su cio' che si sceglie di fare per sopravvivenza, i comportamenti imposti con le ingiunzioni da quando sei piccolo, ma ieri mi sono chiesta quali sono i punti cardine che mi fanno dormire bene la notte oppure no, ci ho pensato un po' ma ho dedotto che alla base del tutto c'e' la mia dignita' ovvero quell'insieme di impronte del mio animo.
Rispetto i pensieri e il modo di pensare religione compresa ma pretendo anche lo stesso rispetto non essere giudicata per il ruolo che ricopro ma per essere una persona esattamente come quei 7 miliardi che mi circondano, sei costretta a difenderti ma sopratutto sei costretta a mantenere alto intorno a te partendo dalla tua casa il rispetto degli altri, e si paga alto questo prezzo, il fatto di essere madre confonde come il fatto di essere moglie o figlia, i ruoli ci fregano perche' se vivi secondo quel bagaglio di regole di base a giorni alterni sei pessima o meravigliosa, a seconda di quanto gli altri ricevono di beneficio dai tuoi comportamenti, pensavo nel momento del risveglio che bisogna mettere su due piatti della bilancia se e' meglio vivere secondo quel gruppo di regole o vivere come gli altri si aspettano da te... bene ci e' voluto lo tzunami per farmi capire che rimasta sola nuda sulla spiaggia piena di detriti mentre pensavo di aver perso tutto che l'unico valore che ti rimane per costruire di nuovo un nuovo modo di essere e' proprio attingendo al bagaglio dei valori della tua anima, di cui frega niente a nessuno sempre per i condizionamenti a cui siamo sottoposti nel corso del cammino, tutto sta se sei persa o se attingendo alla tua dignità scopri chi sei, senz'altro sono in difficolta' l'avete letto, senz'altro ho scoperto che non sono amata perche' esisto ma per quello che faccio, sto iniziando un'attivita' che mi fara' guadagnare qualche centesimo che a fronte di un mutuo che mi schianta mi servirebbe cento volte di piu' e non voglio perdere la mia casa, e proprio attingendo alla dignita' metto in moto soluzioni diverse, ma su una cosa non transigo prima di essere moglie, madre, nonna, figlia, sono una persona di pari dignita' ai restanti 7 miliardi di persone e ammesso che madre natura o i governi mondiali non mettano termine prima alla mia vita attuale io attingerò alla mia dignita' e terrò a bada fino all'ultimo giorno chi pensa di venire da padrone nella mia casa ad impormi le sue regole o i suoi giudizi, perche' ci vuole di restare soli e nudi per capire chi ti circonda e scopri delle cose incredibili, ma se attingi alle regole della tua anima devi passare per forza alla difesa del forte e a lanciare dardi o olio bollente per difenderti come essere umano che ha gli stessi diritti degli altri e quindi si iniziamo a vivere secondo il mio bagaglio dell'anima!


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La difficoltà maggiore  
non e' gestire il dolore, ma in questo momento dimostrare la tua indipendenza e mantenere la tua autonomia, sono e faccio le stesse cose di un anno fa, sono madre, sono casalinga, maglierista, da qualche giorno la maglierista si e' trasformata in guida scritta,ma tutto questo non basta, non basta a far pensare di essere autonoma, autosuffficente che restare sola non vuol dire avere perso l'incapacita' di essere quello che sei, non sei cretina o deficente perche' non hai un compagno accanto, e ora capisco mio padre, ci vogliono esperienze simili per capire, lui ha preso una compagna nuova dopo 2 mesi dalla morte di mia madre non ho capito allora, davvero no, mi e' sembrato un tradimento alla memoria di mi a madre dopo 50 anni che lei si era spezzata e fatta in 10 per la famiglia, oggi capisco eccome era per non essere considerato incapace di badare alla propria vita per togliere agli altri l'impressione di preoccuparsi per lui e quindi di essere considerato in modo tale da non vivere, dover accettare il ruolo di uomo finito perche' senza compagna, io sono donna e di forza ne ho molta di più di un uomo e grazie tante ma niente compagni da accudire, curare, lavare e stirare ho gia' i figli non ho la sindrome della realizzazione attraverso il servizio casalingo del compiacere, ma questo non toglie che vengo vista come incapace di intendere e volere, o che si pensi che così persa nel mio dolore non veda o non senta, non ho fatto una lacrima pubblica solo fiumi privati, ma ho cercato dall'attimo del..signora il suo cuore maciullato non ce l'ha fatta....di preoccuparmi di non cedere per non diventare prigioniera di un ruolo che non era mia quello della madre vedova di servizio tanto la sua vita e' finita, mi sale la ribellione del ruolo, e lo conserverò finche' mi potro' vestire da sola ma non a servizio della vita degli altri ma della mia perche' io esisto come persona, con progetti, obbiettivi e cammino personale da percorrere, io non sono diversa, ho perso un compagno, ma posso badare a me stessa, devo proteggermi il compagno che muore ti mette in difficolta' in molti modi su molti piani, ma ho perso un compagno una parte importante di me non ho perso la mia vita, non vivevo perche' lui aveva unito la sua vita alla mia e viceversa, io esisto perche' sono io, con la mia strada da percorrere, togliamoci dall'idea la costola di Adamo quella favoletta l'ha scritta un uomo , rispetto ho ricevuto ma rispetto ho dato ieri sera uno dei miei figli mi ha urlato ...MAMMA SEI UNA DONNA LIBERA DI FARE COME VUOI questo lo capisci? eccome che lo capisco sulla carta pero' poi si tenta anche di scardinare la mia autorita', i debiti lasciati li devo pagare e sarà impossibile io , ma il denaro quello no quello va diviso dallo stato in parti uguali , ho capito che nemmeno lo stato tutela la donna che lavora in casa perche' riconosce la stessa quota anche ai figli, i quali pero' non hanno obblighi, bene devo proteggermi, devo dimostrare che esisto, che sono da rispettare, che non sono morta mentre sono in grado di pulire stirare lavare o sfamare la famiglia, caxxx NO io esisto come persona prima di essere madre, nonna etc, questo ci dimentichiamo mentre serviamo tutti e tutti pensano che siamo valide e amabili finche' serviamo altrimenti siamo un peso quindi caxxxxxxx caxxxx dal verbo cazzare alzare il tono di voce e farsi sentire, io non ho da dimostrare come vivere ma che ESISTO!

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