Un pizzico di follia 
Mi sono specchiata qualche mattina fa, dopo anni lo specchio mi rimanda l'immagine di una pelle liscia, due occhi scuri, vivi e vitali.

I miei occhi sono sempre stati vivi e vitali qualche volta intrisi di lacrime di dolore, altre di gioia ma mai spenti, mai con quel velo di arreso che spesso si incontrano anche in occhi molto più giovani dei miei.

E' cambiato tutto quando io ho deciso di cambiare anche se rimango a volte stupita io stessa di come sia successo, semplicemente ha preso il sopravvento l'amore per la vita.

Se analizzo la mia vita è fatta di lavoro, sudore, rinunce, sacrifici in quantità enorme eppure sempre grata alla vita perchè io avevo di base le forze per affrontare il tutto. Mia nonna diceva che il Signore manda i panni a seconda del freddo.

I miei panni in questo momento sono panni tessuti di profonda gratitudine per aver potuto avere l'opportunità di costruirmi una nuova vita, non e' quella che volevo, sono intimorita dal domani, spaventata dalla vecchia, dalla perdita di controllo di me stessa se mi spengo troppo avanti ( starò vigile che non avvenga meglio qualche anno prima con dignità che morire aspettando di morire sul serio) ma tutto sommato mai stata in pace con la vita come ora.

Sono in un limbo creativo fra passato e futuro, ho idee per il sito, per coinvolgere chi vuol darsi da fare e provare l'esperienza del fatto da me, ma ora più che altro gioco con i fili come quando ero bambina e tagliavo vestiti alla mia bambola e rubavo stoffe e fili alle amiche di mamma, ritagli che per me valevano ore di fuga in un'isola che non c'era e non sentivo altre necessità che stupirmi, ora e' come allora, solo che i fili me li compro come piacciono a me.

Sono fuori dal tunnel che ho attraversato fra una vita e l'altra, e vi assicuro che sarebbe stato facile prendersi una sedia e fermarsi nel tunnel ma la curiosità di sapere che c'era alla fine mi ha sempre spinta ad andare avanti e ci sono fuori e mi piace quello che provo e sento e spero di mettere in cantiere i tanti progetti di maglia e non solo.

Stupiscimi Orte' così mi dico di prima mattina mentre ho detto le mie preghiere, ringraziato per esserci ancora qui sulla terra, di respirare e dopo aver affidato al cielo tutti che non sai mai che ti succede l'attimo dopo e via verso nuove scoperte, io ci sono e ogni tanto un pizzico di follia, comprarmi un filo nuovo, un'applicazione cinese ma che e' meglio di quelle italiane di 30 anni fa, due colori per dipingere, dei ritagli di pelle.....piano piano fra una piccola follia e l'altra rifornisco i cassetti della creatività e mi sento come una regina.


Regina il nome dato al modello che ho messo nel forum ( e' meno faticoso caricare le foto e scrivere e poi si può condividere anche i pensieri e le esperienze) mi piace tanto si porta benissimo sopra una canotta e chi se ne frega se e' di moda o meno io so che e' un cesello di montaggio che 30 anni fa per me era impensabile non solo fare ma anche progettare e con l'idea che se gli occhi e le mani insieme alla mente non mi crollano nel tempo io continuerò a stupirmi mi rende comunque fiduciosa nel mio futuro.

C'e' una pazza canotta in macchina da finire ma so già che mi stupirà anche quella da quando ho capito che l'unico applauso che cerco e' il mio vivo serena e quietamente speranzosa di crescere ad ogni modello che nessuno nasce imparato e c'e' sempre da migliorarsi...contenta io speriamo che il cielo dato il cuor contento mi aiuti!



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Sono viva e vitale 
Dice la mia amica "come ti vedi in vecchiaia ?" in piedi a fare e' stata la mia risposta.

Non molloo per me la vita è costruire, può non venire come volevi ma intanto costruisci, costruisci con amore e per amore della vita.

Ognuno i suoi doni che non sono per se stessi visto che sono un dono ma per rendere gli altri partecipi del dono da non scambiare con lavoro.

Il lavoro e' quello che siamo costretti a fare per poter vivere in questa vita fatta di denaro che non basta mai perchè ci hanno inculcato che se non sei un'apparenza non vali niente e qui sta il bello della cosa perchè come diceva mia nonna, ognuno in questa vita arriva con il suo canestrino di doni, nessuno nasce senza il dono.

Ogni tanto penso ai miei ad uno sopratutto quello di non stare mai con le mani ferme, nemmeno con i piedi se le cartilagini non mi mangiano viva e ringrazio lunghi anni di noia, che mi hanno donato la saggezza di capire che con le mani in movimento non conosci ne' solitudine ne' noia e io ho scoperto il mio dono, l'uso delle mani coadiuvato da un'innata curiosità e fame di sapere e l'umiltà di capire che se vuoi fare devi provare, sbagliare, correggere e forse non riuscire come vorresti ma con tanto tempo per migliorarti.

Quando a 8 anni i pomeriggi d'estate, le lunghe sere invernali non offrivano quello che oggi i nostri figli e nipoti hanno, avevi tutto il tempo per capire e scoprire che dono avevi ed io l'ho scoperto allora l'uso dell'uncinetto. Mi ha aperto un mondo e se penso che anche una bambina dell'antico egitto forse aveva iniziato come me mi viene da sorridere, secoli che tante persone si sono cimentate con un'astina che terminava con un uncino in ogni parte della terra e a 63 anni forse era tempo di rendergli omaggio e dire a chi non lo conosce ancora che non e' solo pizzi e trine ma un valido aiuto nella maglia a macchina, per il resto sul come fare e' piena la rete, ma unita alla maglia a macchina diventa davvero un velocizzare e un aiuto in tanti modelli.

Mi e' presa come terapia contro i brutti pensieri serali, le malinconie sul come poteva essere la mia vita e non lo è e vado come un treno un punto dietro l'altro e nascono modelli tesi a mostrare e chissà che qualche bambina annoiata non inizi e porti avanti ancora un'arte antichissima che nessuno sa quando è nata ma che è viva e vitale!



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Resettare per ripartire 
Prima il mio cuore, poi la mia casa, molte delle mie paure sul futuro, se vuoi andare avanti devi resettare tutto.

Resettare, riportare all'orgine come un pc che si blocca e va in stallo, io ero arrivata a quel punto, non vedevo più vie di uscita, crampi allo stomaco pensando a dover rispondere solo ad una domanda sulla maglieria, via i filati dalla mia mente, via tutto, quando ho capito che come i colori di casa mia o le mie paure andavano rimosse o mi portavano all'ospedale, nel migliore dei casi, ho resettato tutto.

La mia casa ha nuovi colori, qualche stanza ha cambiato mobili e funzioni, mesi di fatica che nemmeno un sano trentenne uomo avrebbe retto sapevo che avrei dovuto incontrarmi anche con la maglieria e si che lo sapevo.

Mi chiedevo solo come sarebbe successo perche' una buona parte di me chiedeva a gran voce di non solo chiudere un gruppo ma uscire fuori anche dai siti. Avevo raggiunto l'obbiettivo di far riaprire tante macchine, di creare per gli altri nuove attività, 15 anni fa i venditori di lane on line erano in numero da contare su una mano, avevo dispensato il mio dono e ora potevo fare altro.

Ho inciampato letteralmente nel ripulire cassetti nel set di uncinetti che mio figlio mi aveva regalto tempo prima, troppo stanca per altro, una sera mi sono scaricata dal web qualche semplice fiore per una tendina, poi centrini per il nuovo tavolinetto del soggiorno e non mi sono più fermata. Alle 21 io e un progetto veloce all'uncinetto e poi la voglia di comunicare come un un'asta di metallo e un uncino facciano felici e anti stress e unita alla maglia a macchina si creano meraviglie e così la maglieria ha vinto di nuovo.

Ci vorrà tempo che mi torni la voglia di mostrare perchè nell'epoca del tutto e' dovuto anche quando lo fai con amore e gratis ti trattano male, ma passerà per ora non e' questo il problema, per ora gioco e mi diverto, ho dato talmente tanto che si deve solo fare, provare, sbgliare, fare esperienza e riuscire se si vuole e a questo io non ho rimedio, e' soggettivo, per me e' iniziato il tempo del creare per il piacere di stupirmi anche quando non viene come vorrei, Resetto torno alla condizione originale, quando creavo e mostravo ma con la quiete nel cuore di chi si sa di aver dato ogni attenzione e di aver visto rinascere un mondo che sembrava scomparso.





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Il primo amore 
Resta quasi dimenticato, per anni poi la noia serale, ti spinge a stamparti un'immagine e riprendere i contatti con il tuo primo amore.

La mia vita non è facile, certo è che non conosco la noia vera, ma ultimamente ho dovuto prendere coscienza che sarò sempre più sola almeno di sera.

La sera può spaventare, sembrare un gigante da superare se in tv (dovremmo chiedere il rimborso dell'abbonamento) non ci sono altro che chiacchiere politiche e qualche raro film in cui non scorra sangue e violenza e ti viene in mente le sere invernali di 50 anni fa.

La tv non era ancora un mobile parlante tutta la giornata nella mia vita da bambina, c'erano ancora i vicini in visita, le nonne che entravano e uscivano da casa mia ma c'era oltre i libri poco con cui passare il tempo e nella noia si imparano un sacco di cose che capisci solo decenni dopo sono utili per vivere.

Saper fare, creare, stupirti alleviano le angoscie del vivere quotidiano.

Nella mia mente ultimamente giravano solo pensieri brutti del tipo non mi resta che invecchiare ( e' un dato di fatto ineluttabile ) ma subito dopo ti chiedevi ma come vuoi invecchiare?


Fino a qualche anno fa sapevo che ci saremmo sostenuti in due in questa fase così particolare dell'esistenza umana, poi resti sola e sai che devi contare solo su se stessa.

Puoi avere 20 figli e non cambierebbe niente al momento che ognuno e' nella sua vita, tu la vita la devi vedere come indipendente dagli altri e cerchi anche di immaginarla imprevisti e sorprese a parte.


Le forze sono sempre di meno ma le energie mentali ci sono tutte e tu al primo posto metti la salvaguardia del tuo spirito, non c'e' più tempo per preoccuparti del tuo prossimo come sostenitrice e protezione dai guai della vita, ognuno ha le sue energie per gestirla e capisci che se vuoi andare avanti devi lasciar andare anche il ruolo di mamma chioccia, sai di aver addestrato bene i pulcini e la vita insegnerà il resto. Ti viene un attacco d'ansia perchè capisci che sei libera non c'e' più nessuno a cui devi render conto e devi solo proteggerti perchè il cammino dell'ultimo tratto sia degno di chiamarsi vita vissuta.

L'idea viene una sera in cui le preoccupazioni e i brutti pensieri rimbalzano fra la tua mente e ingigantiti dal clima pazzo e dalla tv che ti racconta storie di dolore e sangue ti dici che devi davvero proteggerti.

Una vecchia rivista di tricot uncinetto dell'80 uscita fuori dal riordino generale della casa prende il sopravvento e così come 50 anni prima si va di centrini serali.

Per seguire uno schema devi contare maglie e catenelle se vuoi creare e la mente presa nel seguire lo schema smette di sentire la tv, non ascolta più nemmeno le tue paure, hai trovato come passare quiete serate ancora fredde e lunghe.

Prima i centrini e poi pensi che sarà il caso di creare pezzi che possono andare ad abbellire e arricchire semplici magliette a macchina e smaltire rimanenze di filati.

La differenza con l'uncinetto di 50 anni prima sta nel fatto che ora non ti manca come allora la materia prima, hai tanti fili sparsi per casa e inizi e cominci a mettere nel cassetto nella speranza di curarti lo spirito.

Io nell'ultima parte del mio cammino mi vedo nel mio castello, fra manutenzione e fantasia in movimento nei momenti duri.

La vita non e' semplice, ma ognuno ha la sua perche' ognuno di noi e' diverso, io voglio vivere secondo me e mi animo pensando che non e' detto che per morire io debba vivere male, anzi proprio perchè ho una vita piccola e quotidiana posso gestirla a meglio e così metto piede nel futuro portandomi cose dal passato per creare una nuova storia dove l'unico obbiettivo è la salvaguardia del mio spirito oltre del mio fisico, perchè basta niente per star male ma se la mente tiene a bada le ansie e le paure che devi gestire da sola e' già un bel passo avanti.

A fine maggio riapro le attività del sito ma credo tanto che farò video su come usare l'uncinetto da applicare poi alla maglia a macchina.

Devo tante giornate serene a quel bastoncino di metallo con un curva finale, così essenziale da creare infinite meraviglie e unirsi a tante altre arti.

Passato, presente, futuro ho le armi per non conoscere la solitudine e lo spavento di quello che ci circonda che vale la pena mostrare come fare e certo è che posso ne ho i mezzi, a qualcuno può servire.

Un passo alla volta prendo possesso del nuovo tempo che il cielo vegli su tutti e vado avanti, non è semplice, non è affatto facile ma ho i mezzi per stupirmi e non è poco!



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Mi racconto una storia 
I lavori volgono al termine almeno quelli di grande fatica fisica, e' stato bellissimo, un meraviglioso periodo chiuso con un ritorno al passato, per capire che niente e' più come allora.

La cattiveria non la capisco, capisco anche di meno gli attacchi come anni fa. Non avevo capito all'inizio il senso di questa cosa che per qualche ora mi ha procurato profondo dispiacere, poi si è fatto chiaro, era per capire definitivamente che era finito e morto anche un tempo e che davvero ero cambiata.

Niente viene per nuocere, solo per fare esperienze e prendere coscienza del nuovo tempo.

Per attenuare la fatica fisica ho ripreso l'uncinetto in mano e mentre segui uno schema e ci inventi un copri tavolinetto nella tua camera, pensi che hai chiuso con il passato, la paura arriva improvvisa come una grossa domanda messa nella tua mente ...e ora che faccio?

Prima che i figli andassero, la morte bussasse e sono stata costretta ad aprire, c'era un progetto per i tempi a venire, con tutte le varianti del caso messe in conto,ma c'era.

La morte ha passato la spugna e tu ti sei ritrovata prima a combattere per non morire anche tu e poi a sbrogliare tutto quello che si lascia in questa vita e che dipende da te mettere a posto.

Nessuno sa cosa sia e come reagisci finchè non tocca a te, alla fine hai deciso che devi vivere e non sopravvivere ma c'e' tutto da costruire. Mentre l'uncinetto va, come una penna su un foglio, tu tiri un sospiro profondo e ti dici, non so cosa mi attende e cosa farò ma mi racconto una storia.


Mi racconto una storia che vuol dire ogni giorno per i giorni a venire dovrò davvero inventare e scoprire cosa voglio e cosa costruire, ogni giorno da inventare per rendermi gioiosa la vita.

Sulla carta in teoria dovrei mettermi in un angolo, quasi svanire e sostenere a comando chi ha bisogno del mio lavoro, in pratica se lo scorda il mondo che io sia una vecchia signora che non sa cosa fare e quindi ossequia gli altri per avere attenzioni, non esiste proprio.

L'ho capito quando mi hanno consigliato di pagare i familiari per farmi trattare bene, è la teoria di una conoscente, se paghi ti trattano bene. Tra tutte le teorie questa la considero insulsa e priva di ogni fondamento e non mi sento di non dire alla conoscente che in teoria io ho seminato bene e non serve pagare per ottenere quello che lei chiama riconoscenza da parte del prossimo.


Il più strano consiglio mai avuto pagare per essere amata, ma che visione c'e' della vita nella mente delle persone, io amo senza bisogno di denaro è l'unica forma che non ne richiede secondo me.

Mentre l'uncinetto va decido che io sarò presente a me stessa fino all'ultimo respiro che difenderò la mia vita per quello che è, il bene più prezioso che possieda. Il respiro che entra ed esce dal mio corpo, che gestisce il mio spirito non ha e non può avere prezzo e capisci che tu basti a te stessa, perchè hai una storia nuova nuova da raccontarti.

In questa nuova storia ci sono passioni, voglia di vivere, di mandare a quel paese chi non ti somiglia per affinità caratteriale, c'e' una casa che ami, ancora forze per non dover chiedere niente a nessuno ma anzi poter aiutare e all'improvviso mi asciugo le lacrime per quello che poteva essere e che nel bene e nel male non sarà più e davvero sono pronta a vivere a modo mio, costasse mettermi contro tutti e tutto. Le forze per raccontarmi una nuova storia ce l'ho e la morte non è detto che bussi solo per farmi male.

Il sorriso, il buon cuore, l'onestà, il tanto amore per me e da donare saranno le mie valige io parto per questa nuvoa avventura ma non c'e' posto per chi pensa che può farmi male come in passato, io sono cambiata loro no, ma io cambiata faccio la differenza. Pochi giorni di lavoro di riordino spazi e apro il laboratorio, torno in quel mondo magico di fili colorati che mi raccontano parte della mia storia e mi fanno stare bene e mi portano il coraggio per le battaglie future.





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