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Creazioni Artigianali Or
Il coraggio 
La paura ti impedisce di fare errori, il coraggio serve ad andare avanti nonostante tutto.

Brutti tempi di botto il futuro sembra diventare come un giorno di nebbia fitta dove ogni tanto passa un piccolo raggio di sole e tu continui a sperare.

Il post virus anche se e' vivo e vitale e l'economia mondiale rendono tutto maledettamente complicato e ti viene voglia di pensare che la nebbia sul futuro si infitterà e hai paura ma hai anche il coraggio e la fiducia di chi ne ha vissute tante e sai che spesso per la bebbia serve poco per mandarla via, basta un alito di vento e in quello confido e spero.

Ho un pc nuovo per meglio dire mancando i fondi per comprarlo ne ho uno assemblato in casa con pezzi di recupero ma funziona e sono libera e non e' poco.

Prima di tornare a parlare di maglieria mi sto occupando di rimettere in funzione tutto l'occorrente e il caldo arrivato all'improvviso mi ricorda che i prossimi mesi saranno non vivibili se non preparo per l'estate gli spazi.

Brutti tempi, ma la voglia di non arrendermi c'e' e continua a sostenermi.

Ieri ho trovato dei pezzi in traforato messi via per recuperare il filo, prove di colore e schede e un paio di cornici relegate in un cassetto mi hanno dato l'idea.

Fogli trasparenti anche loro ritrovati durante il riordino, pennarelli per tessuto e superficie dure, colori per tessuti, un disegno scaricato dal web e un pomeriggio caldo di sole cocente e' diventato sopportabile e passato in fretta e ora ho due quadretti da appendere dietro la macchina.

Ci vuole coraggio a vivere e a non perdere la speranza di questi tempi e ogni motivo di ingannare la mente e le sue paure per me va bene!






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La paura 
Eccoci il tanto desiderato 18 maggio quello che ci permette di uscire e ho scoperto come ho portato fuori il cane che ho paura.

Paura che a breve ci dimenticheremo del mostro che si abbasseà la guardia altrimenti non si vive e sarà il caos.

Mi sentivo protetta a casa ma la vita richiede più che paura del sano coraggio ad affrontarla.

Ho un pc nuovo regalato dall'amministratore di sistema, mesi senza un mio pc e' stata dura sopratutto il non poter fare video poi il corana virus ha creato lo stallo ma anche con paura ed ansia devo riprendere in mano la mia vita.

Non riesco a non pensare che e' invisibile ma c'e' in ogni persona che incontro in ogni oggetto toccato da altri non mi va proprio di stare male ed inizio dal pulire 2 mesi di foglie davanti al semiinterrato per poi creare di nuovo spazi per fare video in sicurezza,

Sto parlando con le articolazioni dei ginocchi, loro avranno ragione ma devono aiutarmi a fare le scale interne che portano al semiinterrato nei prossimi mesi caldi e tremendi di afa (ieri ne ho fatto un assagggio e non mi e' piaciuto per niente)

Inizio a preparare il nuovo sito per i video corsi, argomenti singoli da studiare e approfondire per chi ha voglia di fare e non guardare.

La maglieria funziona come la vita, puoi guardarla ma per esserci dentro devi fare e quindi mi attivo per rendere partecipi gli altri di un mondo fantastico se non hai paura di metterti in gioco.

Ho paura dei nuovi tempi ma con la paura non si va da nessuna parte appena uscita con il cervello attivato sulle distanze e il non mettermi in pericolo forse andrà meglio...via inizio!



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Sono quasi pronta 
Un tempo dedicato a me, al pensare cosa e come farlo ma sopratutto se mi va di farlo, per ogni cosa della mia vita.

Il virus mi ha mostrato quanto sono stata lungimirante nella mia vita e quanto dolore, preoccupazioni, sacrifici mi abbian resa forte.

Non sto con il dito puntato aspettando di vedere che fanno gli altri e come si conportano, io vivo in sintonia con i miei pensieri e bado a me stessa evitando di fare del male agli altri ma sopratutto alzando barriere per impedire che si faccia del male a me.

In questo contesto di protezione personale e non perche' ho 64 primavere ma perche' amo e voglio vivere ho ascoltato il mio cuore che insieme al mio cervello sono sempre riuniti in lunghe conversazioni e tutto sommato si vive bene appena trovano la sintonia senza fare compromessi fra loro.

Ognuno vive la sua vita e cerca di renderla migliore, io non faccio di meno ma ho perso lo slancio di abnegazione per gli altri ed è subentrata la madre che e' in me.

Come madre ho dato gli strumenti oltre il respiro ai miei figli, li ho curati nella crescita e poi li ho lasciati andare e sono diventata l'angelo che c'e' a chiamata ma se proprio necessario, questo mi ha permesso di scoprire che c'e' un mondo meraviglioso fatto di conoscenza di se stessi, oltre i doveri e le immagini che gli altri si fanno di te.

Non e' stato semplice capire che avevo messo me al centro dopo una vita che gli altri erano più importanti di me e me la sto godendo.

Non ho mai pensato di essere egoista negli ultimi tempi ma di vivere con gioia il piacere di stare con me stessa.

Quello che prima chiamavo doveri ora li definisco necessità per vivere ma mi sono ritagliata degli spazi così piacevoli e sempre più ampi per stare a modo mio con me stessa che alle volte, nonostante i guai, mi abbraccerei per questo tempo di amore profondo e rispetto per me stessa.

Ho vissuto con grandi sensi di colpa per decenni agli ordini dei vari comandanti di turno, prima i genitori, poi il marito, i suoceri, i parenti gli affini, i figli, a volte gli amici, mai all'altezza delle loro aspettative ma senza perdere mai il contatto con quello che io volevo dalla vita, poi svanito tutto pensavo di non esistere ma ho scoperto che solo nel momento in cui ho smesso di prendere "ordini" ho iniziato a conoscermi e mi sono innamorata follemente di me.

Non mi serve più che qualcuno mi dica che sono attinente alle loro aspettative ed e' iniziato il mio terzo atto di vita, quello che mi porterà ad uscire da questa dimensione ma nel frattempo me lo godo.

Tutti pensano io per prima lo pensavo che il tempo migliore fosse la giovinezza, per molti di noi e' il terzo atto quello dai 60 in poi, il tempo della scoperta del tuo io, quello che si e' confuso nei doveri senza mai esistere veramente.

Sono quasi pronta a vedere un tempo nuovo fatto di brutture all'esterno ma luminoso dentro me perche' il mio viaggio con me stessa fatto di prove dure in questi ultimi due anni mi sta portando semplicemente al piacere quotidiano di assaporare i giorni con virus, senza virus, non importa con quali guai semplicemente vivo prendendo tutto come una prova ulteriore ma presente a me stessa.

Ho smesso di chiedermi se sono di dovere e come lo assolvo, semplicemente vivo e la vita mi ha messo nelle condizioni non di essere sola e sentire la solitudine ma mi ha concesso di conoscermi, di capire molto del passato, di avere quasi pena per giorni vissuti di corsa senza averli vissuti e la quarantena imposta non mi ha pesato anzi ha rinnovato il piacere di assoluta pace intorno e dentro di me.

Ora sono io, mi conosco, mi stimo mi amo follemente, non ho bisogno che una parte di me mi consoli esisto in toto, piena di speranza ma con una certezza sola, qualunque cosa succeda io esisto e sono pronta a vivere per me e secondo me dando ad ognuno che mi circonda il suo valore nel mio cuore.

Le azioni non saranno mai per compiacere ma per permettermi di illuminare cio' che mi circonda, scelgo sempre il bene, l'amore, la pace del cuore perche' con questi valori voglio arrivare a lasciare la terra, il mio corpo e splendere altrove ma siccome per lo splendore finale ci vuole tempo, decisa a godermi ogni attimo al meglio di me proteggendomi e chi se ne frega se devo mettere una mascherina per uscire o camminare evitando il prossimo se stai in pace con te stessa tutto e' facile e scorre adattandoti al tempo che c'e' fuori casa.

La maglieria un hobby penseranno molti per me un modo per conoscermi, il filo di un discorso lungo una vita, un filo dipanato, aggomitolato, intrecciato, ingrovigliato ma che mi ha permesso di non svanire nei percorsi incasinati della vita. Ci sono, un dono, penso, un dono, amo un dono, prendere coscienza della mia vita, un merito mio e via verso nuovi percorsi dolcemente e quietamente in attesa della chiamata finale ma con gioia estrema vivo.





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Fase 2 
La vita è tutta una fase, tutte stagioni che passano rapidamente, tutto va senza che spesso tu possa fare la vera differenza nel percorso che la vita porta avanti.

Ai tempi del covid tutto e' diventato sospeso, ma la mia mente ha preso una decisione, vuole rimanere viva e non trovarsi in un letto di ospedale attaccata ad una macchina che tenta di farmi rimanere in vita, io voglio vivere ed esserci negli anni che verranno perche' questa volta non dipende dagli altri, ma da me rispettando le regole.

Mi sono staccata dal vecchio mondo, dalla rete, ho usato fili colorati per intrattenere le mie giornate e tenere a bada le mie paure, ringraziando il cielo che quella che io pensavo fosse una condizione povera di vita in realtà era molto ricca.

So raccontarmi storie, la mia preferita e' quella di sostenere gli altri a non cedere alla paura e alle preoccupazioni anche se poi io ho realmente paura di non farcela, con il denaro, con la salute insomma le preoccupazioni solite di sempre.

Poi iniziano le regole della fase 2, tu guardi un altro modello che ti ha sostenuta e pensi che probabilmente e' l'ultimo, hai riempito un armadio di magliette utilizzando solo rettangoli e traforato nell'attesa che le cose si evolvessero con il cuore stretto nella morsa per i tanti morti, la tanta sofferenza ma a capo chino ad ogni giro ad ogni catenella all'uncinetto tu tessivi la speranza per un tempo migliore.

Il covid e' stato come una grande finestra sul mondo ti ha fatto vedere la bellezza e la bruttezza dell'animo umano, le mille angherie, il potere del dio denaro, la forza dell'uomo di non arrendersi e la stupidità umana, nemmeno mille telegiornali avrebbero saputo coniare così bene il racconto della vita.

Ti sei spogliata degli affetti, hai usato la tecnica del lutto attaccandoti alle difficoltà che una famiglia procura invece che alla gioia, la tecnologia ha fatto il resto, sola non sei mai rimasta ma ne sono uscita forte e con il progetto assoluto...rimanere viva costi quel che costi.

La maglieria ma diciamo le mie mani e la mia forza indomita di chi ha avuto una vita in cui ci sono state più difficoltà da superare che momenti belli mi hanno aiutata.

C'erano progetti per questo anno, un sito nuovo di insegnamento su argomenti precisi, il baratto con gli oggetti che la mia mente produceva, tutto fermo, tutto sospeso nel vedere come andrà, ma e' tempo di uscire non di casa per quello attendo il 5 giugno, fra un mese sapremo purtroppo dalla morte di tanti, quanto e' vitale il maledetto mostriciattolo, ma uscire dal tempo sospeso posso.

Esco e con rispetto metto la mascherina, gli occhiali, evito le persone con dei sani buon giorno a distanza, compro tutto on lime, ma tanto lo facevo già prima e anche i pagamenti ma sottile si insinua la voglia di costruire qualcosa di nuovo e subito non fra mille anni.

Una parte di me dice che non ha più senso mostrare la maglieria, che oramai le persone quelle interessate hanno molto nella rete a cui attingere, le altre che amano solo guardare pure che senso avrebbe? Il senso ce l'ha per me che sento che non posso lasciare un discorso a metà.

Anche il sito si ribella le foto le vedo storte ma non riuscivo nemmeno ad entrare perche' non ero pronta io, e realmente ancora non lo sono ma da qualche parte devo iniziare. Ho dato tutto per aiutare e mi sono trovata vuota e triste come se nessuno avesse capito che era passione non solitudine o interesse e le passioni smuovono il mondo, ora affino i pensieri e poi inizio tenendo a bada il mostrovirus fuori dalla mia porta con tutti quelli che amo ma se voglio non farmi male e sopratutto non farne loro, altro non posso fare, ma nel web posso l'infinito speriamo di trovare la forza.






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Da bambina 
Pensavo che la mia infanzia somiglia molto all'infanzia da virus in giro che tenta di succhiarti il respiro.

Avere 10 anni nel 1966 non e' proprio davvero come averli nel 2020, pensavo a mia nipote che ha viaggiato tanto e conosce più posti di me, che usa mezzi teconologici come se niente fosse visto che e' nata in un tempo in cui e' normale come bere o mangiare con i suoi 10 anni.

Io a quei tempi, il massimo che vivevo, in un piccolo paese e in una casa a due chilometri dal paese era andare in chiesa la domenica, e la televisione arriva solo verso i miei 11 anni, eppure ero maledettamente felice, ho dei ricordi di libertà e di amore che non ho più trovato dopo.

Ognuno e' figlio del suo tempo, non mi pesava la vita da bambina che si divideva fra gioco e scuola, libera sulla sua bicicletta fra una nonna e l'altra, fra gente che passava o che veniva in visita.

Come passare il tempo diventava un problema se non c'era la scuola e i compiti da fare e a me il tempo deve passare pieno di cose da fare o diventa asfissiante, ed ho imparato l'uncinetto rubandolo con gli occhi alla mamma di un'amica e leggevo avidamente ogni libro o giornale che mi capitava sotto le mani.

La noia di quei tempi la mia salvezza perche' ho imparato ad usare le mani, se avessi avuto altro forse oggi non sarei quella che sono.

Tutto ha un senso nella vita, da un'infanzia senza troppi permessi per uscire ( manco l'autocertificazione ti salvava) rientri quasi immediati man mano che crescevi e uscivi con gli amici, la razza protetta era a quei tempi, la figlia femmina in età riproduttiva, che di libertà se ne avevano veramente poche se non volevi essere catalogata fra quelle che non erano poi degne di sposarsi.

Mi ci sono dannata l'anima ubbidendo alle regole di allora ma devo dire che poi nel tempo ho imparato che forse non erano state malvage per la mia crescita mi avevano formato il carattere.

Mi sono sempre adeguata alle situazioni anche se lo spirito di ribellione usciva fuori quando meno me l'aspettavo, una vita a sperare di essere libera da imposizioni.

Quando sono arrivate le imposizioni del virus, mi sono sembrate niente in confronto a quelle vissute, per gioco forza prima, per libera scelta ora, io in casa già avevo creato un mio mondo, in cui ero riuscita ad esprimere quello che ero rubando la tecnologia ai figli informatici.

Non mi sono mai arresa ne' risparmiata per ascoltare quello che volevo veramente, tanti compromessi sempre con la testa alta nei miei ruoli familiari, ma ora non permetto al virus di prendersi la mia vita o quella di chi amo.

Non esco, tutta la spesa on line che già usavo che avere la tecnologia e non usarla per renderti la vita migliore lo trovo scioccoe come 50 anni fa , faccio uncinetto e creo cose per me. Mi ci vogliono anni per indossare tutto quello che ho creato dal 23 di febbraio, rispettando le regole, e creo e prego che il mondo dalla forzata immobilità ne ricavi nuovi stimoli.

Avevo tanti progetti, aspetto di vedere che società si creerà poi li riprendo e se serve li modifico ma non mi sono arresa allora e non mi arrendo ora. Di vita una ne abbiamo e tanto vale ascoltarsi per vivere almeno in parte come si desidera.

Nessuno si ricorderà di quello che eri nella vita come lavoro ma di che bella o brutta persona eri, io voglio lasciare un bel ricordo ma per ora non intendo mollare la vita ho troppe cose ancora da costruire e se quella che ho considerato una prigione e' in grado di salvarmela, vivo in casa al meglio di me e costruisco nuovi mondi da mettere in pratica spero a breve.




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