La signora anni 80 
Lo ammetto, per quanto cerchi di vedere la situazione attuale con speranza, non so perchè ma ho la sensazione a pelle che non andrà a finire bene questa storia e allora mi sono rifugiata in un tempo in cui anche se era lo stesso complicato vivere però ero giovane e forte.

Usare i modelli a macchina per raccontare quei vent'anni di grande movimento delle macchine artigianali, per risparmiare filato modelli in scala che forse non rendono visivamente ma che possono insegnare tante cose.

Grafici che poi diventano altro, più moderni più fluidi meno ricchi di particolari ma che spero non vadano persi.

Il grafico e' una tela ognuno ci disegna quello che vuole come vuole e quindi sempre valido.

Ti alzi e lotti con i guai del tuo corpo che invecchia, leggi le notizie e pensi che per interesse e potere tutto quello che abbiamo costruito può svanire in un attimo, tremi, ti ci senti persa ma poi ti aggrappi al fattore che sfugge spesso a tutti, finchè respiro sono viva e tutto puo' succedere e vai a macchina.

Per i comuni mortali gli ultimi anni di vita li devi vivere finche' stai bene secondo te poi vieni messo da parte, hai finito il ciclo produttivo, io non mi sento vecchia e messa da parte, sono ancora nel momento che posso badarmi mi basta non sentirmi oppressa dalle decisioni degli altri su tutti i fronti ma soprattutto ragiono ancora per capire che tempi viviamo. Lotto per esistere a modo mio, racconto storie animate da modelli e vado avanti con la speranza che passi presto e venga il tempo nuovo ma nel profondo so che non sarà semplice e quindi vado di modelli antichi

Un grafico appartiene al tempo che vive ma le linee sono quelle e a me piacerebbe salvare un po' di modelli, quelli che all'inizio non sapevo dove mettere le mani, conoscenze quasi niente, uso dell'ago per cucire molto poco, poi passo dopo passo la passione ti aiuta ma certo è che avessi tutte le informazioni di oggi sulla maglia a macchina e la mia passione avrei fatto ben altro, mi accontento e vado avanti per lasciare un altro piccolo segno e ho meno paura dell'omo nero, inteso come scempiaggine umana.

https://modellidimagliaamacchina.blogspot.com/








[ commenta ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 0 / 0 )
La signora in jacquard 
Io ho sempre avuto la passione per i modelli in scala, servono nella sartoria a creare il prototipo, nella maglieria per me significano fare dei modelli in piccolo per spiegare e così ho provato.

Ho appeso il modello al piccolo manichino che ho comprato tanti anni fa e rimasto a prendere polvere per anni, mi sono divertita a dare vita allo Jacquard ma e' nata anche la voglia di raccontare gli anni d'oro della maglia a macchina con modelli così tanto per dare idee a me stessa.

Pensavo di essere vintage anch'io ma poi ho capito che sono una delle memorie storiche, senza rimpianti ma con spirito futuristico.

Via il mondo fa paura la maglia a macchina mi salverà ancora, sto solo decidendo che ne voglio fare oltre a costruire modelli per piacere personale!

Ho perso la voglia di spiegare come fare ma non di fare quindi mi animo e inizio!





[ commenta ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 3.7 / 18 )
Lo jacquard come risveglio 
Mi sono detta che ho iniziato a macchina da totale ignorante facendo uno jacquard come prima prova, a me nessuno l'aveva detto che si iniziava diventando pratici nel rasato che era il punto di partenza, da provare con filati diversi. L'ho capito anni dopo ma io negli anni 80 non avevo certo internet, solo il manuale che non dava certo consigli pratici come guida nel fare.

In questi ultimi tempi mi sono persa dietro le mie paure, mi e' crollato la vecchiaia addosso come un masso, mi sono bloccata, nervo sciatico, nervo vago, nervosismo mio personale per la mancanza di un obbiettivo che mi aiutasse a vivere oltre le paure del quotidiano. Insomma ho dato vita a tutte le mie paure più inconscie come se io avessi finito di dedicarmi agli altri ma fossi incapace di dedicarmi a me e mi sono fregata con le mie mani o meglio con i miei pensieri.

Mi conosco bene e ho pensato che se inizio a fare la vecchia prima del tempo ci divento.

Mi sono chiesta che mi rendeva motivata, risposta studiare la macchina e condividere e sono tornata allo Jacquard come alla partenza.

Io non lo so se le persone sono tutte felici e contente come le mostrano in tv, ma io da perdente non mi so vedere e nemmeno vivere. Per perdente intendo piangermi addosso senza costruire niente che mi renda contenta.

50 giorni più o meno al mio compleanno, devono servire al mio risveglio, voglio un decennio che anche se portassero la guerra da noi, io devo imparare a splendere perchè quando vado via devo essere orgogliosa di me.

4 figli, 3 nipoti, un cane, un gatto, una piccola pensione di reversibilità, un mutuo da pagare tutti i mesi, una decina di macchine di cui ne usi 2 , un sacco di problemi, uno specchio che ti mostra una donna spenta ma se guardo bene io la luce negli occhi di chi non si arrende ce l'ho ancora.Riprendo dallo jacquard un viaggio nelle schede ricordando un tempo dedicato alla maglieria che mi porti avanti nel tempo che la vita per quanto si ostinano a dirci che è brutta io la trovo sempre bella, quindi jacquard per risvegliarmi, come ho iniziato una volta riprendo la seconda.

Buco la corazza che mi sono messa per la sopravvivenza, per bucarla ho bisogno della parte peggiore di me, quella che non ha paura di dire quello che per lei e' sbagliato e punta il dito, poi la luce che esce inizia ad illuminare.

50 giorni per far uscire la mia luce che sono stanca di vivere al buio per rendere facile la vita agli altri.





[ commenta ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 2.6 / 8 )
Il mio obbiettivo 
Giro nel web e penso che il mio obbiettivo di anni fa l'ho raggiunto, io non volevo altro che non far fare alla maglia a macchina la fine dello spazzacamino, ci sono riuscita. Sempre un'arte per pochi dato la richiesta di impegno per qualsiasi capo ma e' viva sperando che il 20% di chi mi segue nella fascia fino a 40 anni aumenti.

Un'arte dove non puoi permetterti il lusso di non continuare a fare ed imparare ma che tiene la tua mente attiva e anche lontana dai brutti tempi del momento.

Non so chi farà prima, se l'uomo con il suo odio reciproco o madre natura che si e' fortemente scocciata di noi, ma la maglia a macchina è un modo deciso e sicuro per farti pensare in bene e ti porta fuori dai brutti pensieri.

Sistemando un cassetto sono uscite fuori delle vecchie riviste, le conosco a memoria, consumate parola per parola, perchè la maglia a macchina decenni fa dovevi interpretarla dalle riviste guai a chiedere a qualcuno che sapeva lavorare consigli, rubavi il lavoro, bocche cucite e ti restavano solo loro.

Costavano tanto, erano poche e' sempre stata d'elite la maglia a macchina, non era una spesa solo comprare la macchina ma anche tutto quello che serviva per fare e io mi sono tolta tutto per avere quello che mi serviva sul momento, la mia priorità era imparare e qualcosina l'ho imparata, posso promuovermi per come sono partita, da sola in un ripostiglio ne ho fatta molta di strada.

Sicuramente mi sono vestita come volevo e poi grata ho mostrato come fare agli altri per non far vivere a loro quello che ho passato io per capire.

Oggi forse c'e' troppo che crea confusione, non mi piace chi fa sembrare tutto un gioco facile facile, la maglia a macchina e' fatica e sudore ma ripagati da apprendimento, crescita e autostima.

Ultimamente ho scritto che mi sentivo obsoleta nella maglia a macchina, mi sembrava di aver visto tutto poi ho capito che era il mio punto di forza la memoria storica di un tempo passato a cui possiamo accedere per modificare il presente maglieristico. L'idea la sto perfezionando ma si sono una delle memorie storiche dal passato che ha la fortuna di poterlo raccontare nel presente, devo solo trovare la formula che mi fa piacere utilizzare perchè se racconti ti deve piacere prima a te o non ha senso farlo.

Con più calma senza fretta continuo a mostrare tanto siamo in tanti a farlo e ognuno libero di apprendere come pu', ma la più vecchia comincia a capire il suo potere di conoscenza nel tempo.

Un sorriso andiamo avanti che i tempi sono duri per tutti ma con il fare si allontana ogni pensiero e si tengono a bada i malanni che anche quelli accompagnano tutti nel cammino quotidiano!






[ commenta ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 2.8 / 8 )
Ci vuole pazienza. 
Quando ero bambina la sentivo spesso la frase che ci vuole pazienza con i vecchi, che i vecchi come i potti (bambini) sporcano casa, frasi fatte che facevano da contorno ai tuoi giochi di allora.

Oggi sono io che mi avvio inesorabilmente verso quel ruolo, lo sconforto mi è arrivato improvviso e ho fatto tilt pensando di perdere il controllo della mia vita per mancanza di energie un domani.

Poi mi sono rincuorata sono abbastanza intelligente di prepararmi quello che serve per quando i tempi saranno duri veramente, ammesso che mi ci fanno arrivare e non parlo della vita.

Un fermo che i tuoi pensieri hanno alimentato dimenticando che si invecchia tutti e tutti sono in difficoltà, la differenza sta in chi hai accanto se sono abbastanza forti di non aver paura della vecchiaia degli altri pensando alla propria.

Pensieri confusi, contorti da cui pensavo di non uscire con relativi attacchi d'ansia, alla fine ho pensato che io un mezzo per non pensare troppo fra un acciacco e l'altro ce l'ho: la mia passione per la macchina.

La stanzetta dove ho le macchine è fredda anzi effetto gelo e non è il caso di starci molto ma quel tanto che ti permette un video o una piccola cosa da creare in attesa che arrivino giorni tiepidi.

La curiosità, la voglia di lasciare quello che ho imparato di maglia a macchina, aitua a superare lo sconforto.

Mio fratello mi ha chiesto se ho paura di morire, ho risposto che ho solo paura di soffrire e perdere la mia autonomia.

Quindi in questo decennio futuro se mi verrà concesso spero tanto di riuscire primo a godermi ogni giorno per quello che è, un dono, poi si vedrà.

Non pensavo di arrivare qui e avere paura delle notizie del mondo che quello che succede al tuo vicino domani può arrivare da te e perdere quello che conosci, ma questa è un'altra storia in cui io non posso fare niente.
Io posso badare che il mio di mondo funzioni ed è la mia prerogativa, poi al resto pensi la vita ma io una mano voglio mettercela, anzi tutte e due per non arrendermi al fatto che il mondo respiri odio che quello corrode peggio della salsedine e molto in più in fretta.

Un sorriso vado a fare, ho paura, ho ansie che non conoscevo, sono fragile ma determinata a non mollare un centimetro di quello che mi sono conquistata nella vita e non parlo di oggetti ma della mia serenità.



[ commenta ]   |  permalink  |  riferimento  |   ( 2.9 / 15 )

Altre notizie